Il telefono medio ha decine di app installate e ne usa davvero una manciata. Molte delle altre chiedono di creare un account prima ancora di mostrare a cosa servono, riempiono lo schermo di banner, inviano statistiche a servizi di terze parti e, dopo una settimana di prova, propongono un abbonamento. Con SMP MicroApps abbiamo scelto la strada opposta: app piccole, che fanno una cosa sola e la fanno bene, senza account, senza pubblicità e con i dati che restano sul telefono. In questo articolo raccontiamo perché, come sono fatte e quali sono già disponibili.
Perché app piccole
Ogni app del progetto nasce da una domanda precisa: stasera quale bidone va portato fuori? Cosa c’è nel congelatore, e da quanto? Dove conviene fare benzina qui intorno? Se la domanda è una, la risposta deve arrivare in due secondi, appena si apre l’app. Tutto quello che si mette in mezzo, da un menu in più a una schermata di benvenuto, è tempo tolto a chi la usa.
Un’app che fa una cosa sola è anche più facile da mantenere bene. Ha meno codice, quindi meno punti in cui rompersi; si prova a fondo prima di ogni aggiornamento; e quando Apple o Google cambiano le regole degli store, adattarla richiede ore e non settimane. È lo stesso principio che consigliamo ai clienti quando ci chiedono un software: meglio uno strumento che risolve bene un problema reale di una piattaforma che promette di fare tutto.
Le regole che valgono per tutte le app
Le scelte di fondo sono le stesse per ogni app del catalogo, senza eccezioni:
- Nessun account. Niente email, niente password, niente profilo da creare: si scarica l’app e si usa subito.
- Niente pubblicità. Nessun banner e nessun video da guardare, nemmeno nella versione gratuita.
- I dati restano sul telefono. Quello che si scrive nell’app resta nell’app. Non raccogliamo statistiche d’uso e non includiamo componenti di terze parti che inviano dati per profilazione o pubblicità.
- Si paga una volta. La versione base è gratuita; dove esiste una versione Pro, si sblocca con un acquisto una tantum e resta sbloccata. Niente abbonamenti.
La regola sui dati è quella che costa più fatica, perché esclude molte scorciatoie. Le librerie gratuite per le statistiche, i crash report o la lettura dei codici QR spesso inviano informazioni ai server di chi le distribuisce. Per questo, dove serve un’elaborazione intelligente, la facciamo sul dispositivo: in Spending Review, per esempio, il prezzo del cartellino inquadrato viene letto direttamente sul telefono, senza mandare la foto da nessuna parte. Quando un’app deve parlare con un server, lo fa solo per quello che serve davvero: verificare l’acquisto del Pro o scaricare dati pubblici, come i prezzi dei carburanti.
Come sono fatte
Un solo progetto per iPhone e Android
Le app sono sviluppate in Flutter, il framework di Google che permette di scrivere un unico progetto e compilarlo in codice nativo sia per iOS sia per Android. Per un catalogo di app piccole è la scelta che tiene insieme qualità e sostenibilità: una sola base di codice da curare, prestazioni da app nativa, widget e notifiche integrati con ciascun sistema operativo.
Test prima di ogni rilascio
Ogni app ha una propria batteria di test automatici che gira prima di ogni versione, più le prove sui dispositivi reali. Non è un dettaglio da sviluppatori: un’app senza account non ha un servizio clienti che possa sistemare i dati di qualcuno da remoto. Se un aggiornamento sbaglia, sbaglia sul telefono dell’utente, quindi gli errori vanno trovati prima.
Server solo dove servono
Alcune app hanno bisogno di un servizio dietro le quinte, e in quel caso lo scriviamo e lo gestiamo noi. Un server di licenze verifica gli acquisti fatti sugli store; per Risparmia Benzina Gasolio un servizio dati raccoglie ogni giorno i prezzi ufficiali comunicati dai distributori al Ministero e li rende disponibili all’app. Sono gli stessi tipi di servizio che realizziamo per i clienti, e averli in produzione sulle nostre app ci obbliga a curarli come se fossero di qualcun altro.
La revisione degli store
Pubblicare su App Store e Google Play significa passare dalla revisione di Apple e di Google, con regole precise su privacy, permessi, acquisti e contenuti. Ogni app che pubblichiamo ci insegna qualcosa su come vengono lette quelle regole, e quell’esperienza finisce direttamente nei progetti dei clienti: meno sorprese al momento dell’invio, tempi di uscita più prevedibili.
Le app già disponibili
Oggi undici app sono scaricabili: dieci da App Store e quattro da Google Play, dove Pari e Patta per ora è solo su Android; le versioni Android delle altre sono in preparazione, e Puntina è in arrivo.
- Risparmia Benzina Gasolio: dove conviene fare benzina qui intorno, con il costo della strada per arrivarci e il risparmio reale sul pieno. Su iPhone e Android, solo in Italia, gratuita.
- TrashCan: il calendario della raccolta differenziata del proprio Comune, con il promemoria la sera prima. Su iPhone e Android.
- Full Freezer: l’inventario del congelatore ordinato per anzianità, per consumare prima quello che aspetta da più tempo. Su iPhone e Android.
- Scorte Calore: consumo medio, autonomia residua e data in cui riordinare pellet, gasolio, GPL o legna. Su iPhone.
- Film Tracker: il diario dei rullini, dalla macchina al provino. Su iPhone.
- QR Me: un link, un testo o il Wi-Fi di casa diventano un QR grande da far inquadrare. Su iPhone.
- Spending Review: il totale della spesa mentre si riempie il carrello, inquadrando i cartellini. Su iPhone.
- Fair Share: dividere un conto, anche voce per voce, e tenere i conti di un viaggio o di una casa condivisa. Su iPhone.
- Boomerang: chi ha cosa e da quando, per le cose prestate e quelle avute in prestito. Su iPhone.
- Puntina: segnare con una foto e una nota dove si è lasciata l’auto, la bici o l’ombrellone. In arrivo.
- Pari e Patta: i soldi prestati ad amici e parenti e quelli da restituire, con data e ora, fino a tornare pari. Su Android.
- Geo Note: le note che il telefono ricorda quando arrivi in un posto o quando te ne vai, anche ad app chiusa. Su iPhone.
L’elenco completo, con le schede e i link agli store, è nella pagina App del nostro sito e su smpmicroapps.it, dove trovate anche le app in lavorazione.
Cosa c’entra con il vostro progetto
SMP MicroApps è prima di tutto il nostro banco di prova. Le stesse scelte che applichiamo alle nostre app valgono per quelle che sviluppiamo su misura: partire da un problema preciso, raccogliere solo i dati necessari, provare tutto prima di rilasciare, seguire l’app anche dopo la pubblicazione. Se avete in mente un’app per la vostra attività o per i vostri clienti, nella pagina Sviluppo trovate cosa facciamo oggi; il primo passo, come sempre, è raccontarci il problema.
